BATTI LEI, CONGIUNTIVO!

martedì  20:30

Cinema italiano di oggi e di ieri.

Come ogni anno i cineclub di Lugano e del Mendrisiotto si uniscono nell’impresa di provare a offrire al pubblico ticinese una panoramica sfaccettata e ampia dell’annata cinematografica italiana. I titoli rimasti fuori e degni di figurare sono ovviamente numerosi, ma abbiamo deciso di concentrarci su un pugno di proposte che consideriamo emblematiche a varia ragione.
Con uno sguardo retrospettivo si è deciso di dedicare idealmente la rassegna ad un grande nome che non c’è più. Non un alfiere del cinema d’autore con la puzza sotto il naso, per una volta. Ma l’antieroe popolare per eccellenza, una delle maschere più riconosciute e indovinate della commedia tricolore del secondo novecento, emblema tra le altre cose di una massificazione, quella della società industriale, che anche il cinema ha contribuito a tratteggiare e poi a disinnescare.
Fantozzi e i suoi congiuntivi acrobatici aprono la strada a una serie di proposte recenti completamente d’altro segno.
Sulla via della ridefinizione di genere, ma anche del confronto con il peso delle tradizioni, troviamo Vergine giurata. A indagare il concetto di sfruttamento ed i legami di sangue è la vera sorpresa della scorsa stagione, Indivisibili. Il grande amore senza possibilità di incontrarsi unisce i due giovani carcerati di Fiore. E poi si parte alla scoperta del mistero della medusa immortale e di altri tragitti di spiritualità, in Spira Mirabilis.

O per un altro viaggio a ritroso nel passato, fino a quegli anni ’60 in cui gli emigranti italiani scrivevano speranzosi alla diva adolescente di Non ho l’età, Gigliola Cinquetti. Per arrivare a un’altra donna a suo modo eroica, come la parrucchiera di periferia Jasmine Trinca, la Fortunata premiata a Cannes come migliore attrice. E a chiudere uno dei grandi siculo-scorbutici del cinema contemporaneo: insieme a Ciprì è stato il papà di Cinico Tv e di altre “creature” del piccolo e grande schermo, ma poi ha iniziato un tragitto solitario, elusivo, che ora approda a La mia battaglia. Franco Maresco incontra Letizia Battaglia.
Proposte che non si somigliano. Un po’ per scelta nostra un po’ per vocazione loro, quella di un cinema italiano che presenta mille forme – dramma sociale e tragedia intima, riflessione esistenziale e ripensamento collettivo, disagio mentale sublimato e disagio mentale crudamente fotografato.
Parafrasando Woody Allen, quando lo spettatore entra in sala la pallina del suo giudizio tocca il nastro e può cadere di qua. O passare oltre la rete. Noi pensiamo che nel caso di tutti questi film faccia sempre punto. Di uno non c’è nemmeno bisogno di discutere: lì siamo fermi al momento del servizio. “Allora ragioniere, che fa, batti?”. “Ma, mi dà del tu?”. “No, dicevo, batti lei!”. “Ah, congiuntivo!”.
Marco Zucchi

19.09.2017 | VERGINE GIURATA

regia: Laura Bispuri; soggetto: Elvira Dones; sceneggiatura: Laura Bispuri, Francesca Manieri; fotografia: Vladan Radovic; musiche: Nando Di Cosimo; montaggio: Jacopo Quadri, Carlotta Cristiani; interpreti: Alba Caterina Rohrwacher, Emily Ferratello, Lars Eidinger, Flonja Kodheli, Luan Jaha, Bruno Shllaku, Ilire Celaj; produzione: Vivo film, Colorado Film; in collaborazione con Bord Cadre Films Sàrl, The Match Factory Productions, Rai Cinema, Erafilm, RSI Televisione Svizzera.
v.o. albanese, italiano, st. italiano, 90′ – Italia/Svizzera/Germania/Albania/ Kosovo 2015
La storia ha inizio sulle ‘montagne maledette’ dell’Albania del nord, 30 anni fa. Un mondo a parte, una società patriarcale dove vige il codice Kanun che regola la vita di tutta la comunità delle montagne, basato sulla vendetta di sangue, sull’onore e sui clan familiari.

Nel Kanun c’è scritto cha la donna è un otre che deve solo sopportare. Qui nasce Hana, una giovane che vorrebbe urlare al mondo ‘io sono libera, forte e donna’ e si scontra con questa società arcaica. Hana perde i genitori e viene adottata dagli zii dove cresce insieme alla loro figlia, la cugina Lila. Due ragazzine che hanno lo stesso spirito d’evasione, ma le cui strade si dividono. Lila scappa da un matrimonio combinato. Hana, legata alla famiglia che l’ha accolta, in particolare allo zio che avrebbe voluto un figlio maschio, non ha la forza di andarsene ma deve fare i conti con la sua natura ribelle in quel mondo così arcaico. Decide così di diventare una ‘vergine giurata’.

26.09.2017 | FIORE

regia: Claudio Giovannesi; sceneggiatura: Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi; fotografia: Daniele Ciprì; montaggio: Giuseppe Trepiccione; musiche: Claudio Giovannesi, Andrea Moscianese; interpreti: Aniello Arena, Daphne Scoccia, Josciua Algeri, Laura Vasiliu, Valerio Mastandrea; produzione: Pupkin Production, IBC Movie, Rai Cinema.
v.o. italiano, 110′ – Italia 2016
Carcere minorile. Daphné, arrestata per furto, si innamora di Josh, un giovane rapinatore. In prigione uomini e donne non si incontrano, et l’amore è proibito.

Il rapporto fra Daphné e Josh vive di sguardi da una cella all’altra, di rapide scambi di parole attraverso le sbarre e di lettere clandestine. La prigione non è più solo la privazione della libertà, ma anche la proibizione dei sentimenti…
Fiore è la storia del desiderio di amare di un’adolescente e la della forza di un sentimento che infrange qualsiasi legge.

3.10.2017 | INDIVISIBILI

regia: Edoardo De Angelis; soggetto: Nicola Guaglianone; sceneggiatura: Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis; fotografia: Ferran Paredes Rubio; montaggio: Chiara Grizioti; musiche: Enzo Avitabile; interpreti: Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Tony Laudadio, Peppe Servillo, Gaetano Bruno, Massimiliano Rossi, Marco Mario De Notaris, Gianfranco Gallo; produzione: Tramp LTD; in collaborazione con O’ Groove, Medusa Film, Mediaset.
v.o. italiano, 100′ – Italia 2016

 Viola e Dasy sono due gemelle siamesi che cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando non scoprono di potersi dividere… Il loro sogno è la normalità: un gelato, viaggiare, ballare, bere vino senza temere che l’altra si ubriachi… fare l’amore. “Perché sono femmina”.