LA CUCINA, CHE PASSIONE!

martedì  20:30

Dopo i film sarà offerto un piccolo assaggio preparato dal pasticciere Gianluca Mollo.

22.05.2018 | LES DÉLICES DE TOKYO

regia e sceneggiatura: Naomi Kawase dal libro “An“ di Durian Sukegawa; fotografia: Shigeki Akiyama; montaggio: Tina Baz; musica: David Hadjadj; interpreti: Kirin Kiki, Masatoshi Nagase, Kyara Uchida; produzione: Koichiro Akiyama.

v.o. giapponese, st. fra/ted, 113’ – Giappone/Francia/Germania 2015

Sentaro cucina dolci tipici in un chiosco di città, per ripagare un debito a vita. La sola compagnia che tollera è quella di una ragazzina senza mezzi, cui regala i pancakes non perfettamente riusciti. Un giorno, una vecchia signora di nome Toku si presenta da lui in cerca di un lavoro. La sua confettura di fagioli rossi – an – è la più deliziosa che Sentaro abbia mai assaggiato, ma le mani della donna sono rovinate da una vecchia malattia, che l’ha tenuta lontana dalle altre persone per tutta la vita. Nello spazio di pochi metri e pochi giorni, i tre si regalano a vicenda la prospettiva che era stata loro negata fino a quel momento.

Naomi Kawase è regista, sceneggiatrice, montatrice, direttrice della fotografia e produttrice cinematografica. Dopo gli studi in fotografia (alla Osaka School of Photography, dove si laurea nel 1989), inizia una fitta produzione di documentari di carattere autobiografico, girati in 8 e 16mm. Nel 1997 vince la Caméra d’Or al 50esimo Festival di Cannes con il suo primo lungometraggio, Mo noe Suzaku, seguito da Hotaru (2000). Nel 2003 con Shara partecipa in concorso a Cannes. Torna al cinema con il delicato Mogari no mori (2007), Gran Prix speciale della Giuria a Cannes. Dopo i film Hanezu (2011) e Still the Water (2014), torna con una delicata storia di sentimenti e cibo con Les délices de Tokyo (2015), tratto dal romanzo “An” di Durian Sukegawa.

29.05.2018 | LES MILLE ET UNE RECETTES DU CUISINIER AMOUREUX

regia: Nana Dzhordzhadze; sceneggiatura: Irakli Kvirikadze; fotografia: Guiorgui Beridze; montaggio: Vessela Martschewski, Irakli Kvirikadze; musica: Goran Bregovic; interpreti: Jean-Yves Gautier, Micheline Presle, Nino Kirtadze, Pierre Richard, Temour Kamkhadze; produzione: Les Films du Rivage/La Sept Cinéma/Studio Adam et Eve/Studio Babelsberg/C.M.C.

v.o. francese, 100’– Francia/Georgia/Ucraina/Belgio/Russia/Germania 1996

Parigi 1995. Mentre sta preparando una mostra del pittore georgiano Pirosmani, Anton incontra un’anziana e vispa signora che gli mostra un vecchio manoscritto verosimilmente scritto all’inizio del secolo dalla madre di Anton, la bella principessa georgiana Cecilia Abachidze. Gli appunti ripercorrono, episodio dopo episodio, la storia l’eccentrica storia d’amore di Pascal Ichac, un «cuoco-viaggiatore» francese, personaggio pittoresco, amante di emozioni forti e eterno odorato eccezionale viaggiatore. 
Tbilissi 1920. Nel fiore degli anni, il cuoco-viaggiatore conosce Cecilia che abbandona casa e famiglia per amarlo liberamente. La coppia viaggerà per tutta la Georgia alla ricerca di sapori sconosciuti, di pietanze georgiane cotte a fuoco lento in grandi pentoloni. Durante una prima all’Opera di Tbilissi, grazie al suo olfatto eccezionale, sente l’odore della polvere di una bomba posta sotto la poltrona del Presidente georgiano e lo salva da morte certa. Quale ricompensa, Pascal può realizzare il suo sogno: apre il suo ristorante «il Nuovo Eldorado» a Tbilissi. Conosce immediatamente un successo internazionale presso i buongustaio più conosciuti di questo inizio secolo: Winston Churchill, il cantante Fëdor Ivanovic Saljapin.
Ma nell’aprile del 1921, la storia raggiunge il nostro eroe: l’Armata Rossa entra a Tbilissi…

Nana Dzhordzhadze è nata a Tbilissi (Georgia) nel 1948, è regista, sceneggiatrice e attrice. Nel 1966 si laurea dapprima alla scuola di musica e poi in architettura all’Accademia delle Belle Arti di Tbilissi. Debutta come attrice nel 1977 nel film Some Interviews on Personal Matters e come regista con il film A Journey to Sopot (1979). La svolta arriva nel 1987 quando il suo film, Robinsonada or My English Grandfather, vince la Caméra d’Or al Festival di Cannes ottenendo un gran successo di critica e di pubblico. All’inizio degli anni 90 si trasferisce in Francia dove dirige diversi film fra cui Les mille et une recettes du cuisinier amoureux che diventa il primo e unico film georgiano ad oggi, ad essere nominato agli Accademy Award.