UN PO’ DI CINEMA SVIZZERO

martedì  20:30

Quando questa nostra consueta rassegna avrà inizio, si saprà quali film avranno ottenuto i Quartz, i premi che sono un po’ i nostri piccoli “Oscar” nazionali. Intanto siamo comunque lieti di presentare quattro dei cinque film di finzione nominati per il miglior film: Le milieu de l’horizon, Baghdad in my Shadow, Moskau einfach! e Les particules. A questi se ne aggiungono altri due: Der Büezer (nominato per la miglior interpretazione maschile e due volte per i miglior interpreti non protagonisti) e Tambour battant (nomination per la miglior interpretazione femminile). Un bel bottino, ci pare di poter dire, dal momento che l’unico escluso è Bruno Manser – Die Stimme des Regenwaldes, film già uscito nelle sale della Svizzera italiana. Se qualcuno dovesse chiedersi come mai alcuni di questi lungometraggi di finzione sono programmati in un solo luogo, la risposta è duplice: prima di tutto ogni cineclub sceglie i film in completa autonomia; e inoltre bisogna tener presente il fatto che alcuni sono già usciti o usciranno nel normale circuito delle sale (solitamente al Lux di Massagno, all’Otello di Ascona, talvolta anche a Mendrisio), per cui si è voluto evitare inutili doppioni nella stessa regione.
Per quanto riguarda il documentario, molti erano quelli in lista per i premi e nessuno di quelli da noi scelti è stato nominato, pur essendo a nostro parere di grande interesse. Da una parte abbiamo voluto riservare un certo spazio  alle produzioni ticinesi (il bellissimo Moka noir di Erik Bernasconi in anteprima ticinese a Bellinzona, ma che poi uscirà in tutte le sale e Monsieur Pigeon di Antonio Prata).

D’altra parte abbiamo escluso un paio di nominati perché si si sono già potuti vedere in altre occasioni (Immer und ewig di Fanny Bräuning aveva aperto la sesta edizione di “Guardando insieme”, Madame di Stéphane Riethauser ha recentemente inaugurato la settima, ed entrambi sono poi usciti nelle sale) ed altri perché non abbiamo potuto vederli o perché non avevamo più date a disposizione per collocarli.
Quest’anno siamo particolarmente soddisfatti anche perché “Un po‘ di cinema svizzero” rappresenta bene i diversi centri di produzione del paese e il plurilinguismo nazionale: lo spettatore potrà sentir parlare tedesco (o schwyzerdütsch) in Der Büezer e in Moskau einfach!; francese in Le milieu de l’horizon, Les particules, Tambour battant, Delphine et Carole, Monsieur Pigeon e Citoyen Nobel; italiano in Moka noir e nel corto Alma nel branco. Ma, come è risaputo, il cinema svizzero travalica spesso le frontiere e si potranno sentire anche altre lingue, come l’arabo in Baghdad in my Shadow o l’inglese in Gateways to New York.
Questa rassegna primaverile, che è poi come sempre una selezione di quanto si è potuto vedere alle Giornate di Soletta, è ormai diventata per noi un appuntamento imprescindibile. E fra i diversi motivi che ci spronano a riproporla ogni anno, non va sottovalutata la crescente presenza di pubblico, che sembra finalmente aver capito che il cinema svizzero non ha nulla da invidiare alle cinematografie nazionali più blasonate.

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

21.04.2020 | ALMA NEL BRANCO | MONSIEUR PIGEON

MONSIEUR PIGEON
regia:
Antonio Prata; sceneggiatura: Antonio Prata, Lara Fremder; fotografia: Giorgio Carella; montaggio: Veronica Scotti; suono: Stefano Mosimann; produzione: Amka Films, Savosa.

v.o. italiano/francese, 56’ – Svizzera 2019

Giuseppe vive nel suo furgoncino nel cuore di Parigi e da molto tempo ha smesso di comunicare con i suoi simili. Il suo tempo, il suo spazio fisico e mentale sono ora dedicati ai piccioni che abitano in città, animali maltrattati che l’anziano difende e nutre, salvandoli da continue minacce e attacchi.

 

ALMA NEL BRANCO
regia: Agnese Làposi; sceneggiatura: Agnese Làposi; fotografia: Fanny Mazoyer; montaggio: Charly Cancel; suono: Vittorio Castellano; interpreti: Lavinia Giordano, Leonor Oberson, Leonardo Enrique Maina, Marko MIladinovic; produzione: Léa Génique, Jean-Guillaume Sonnier per IDIP Films, Carouge/ECAL, Lausanne.

v.o. italiano, colore, 25’ – Svizzera 2019

La tredicenne Alma si reca in visita dalla sua sorella maggiore che vive in una comunità in campagna. Una mucca rubata e un ragazzo abitano nel giardino della casa. La ragazzina rimane sconvolta di fronte a questa nuova realtà.

Antonio Prata, nato nel 1972 a Zurigo, si è diplomato nel 2007 al CISA (Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive) di Lugano. Attualmente è direttore artistico del Festival Diritti Umani di Lugano.

 

Agnese Làposi è nata a Lugano. Nel 2019 ottiene un Bachelor all’ECAL (École Cantonale d’Art de Lausanne), presso cui ha realizzato un paio di corti e il documentario Les écoutantes (2018).

28.04.2020 | TAMBOUR BATTANT

regia: François-Christophe Marzal; sceneggiatura: François-Christophe Marzal, Nicolas Frey; fotografia: Séverine Barde; montaggio: Nicolas Hislaire; suono: Julien D’Esposito, Christophe Giovannoni; musica: Nicolas Rabaeus; interpreti: Pierre Mifsud, Pascal Demolon, Sabine Timoteo, Jean-Luc Bideau, Amélie Peterli, Giuseppe Oricchio; produzione: Jean-Marc Fröhle per Point Prod’, Genève/RTS, Genève.

v.o. francese, st. tedesco, colore, 90’ – Svizzera 2019

In quell’inizio di primavera del 1970, il piccolo villaggio vallesano di Monchoux è scosso da un’agitazione inconsueta. È forse a causa dell’imminente votazione sul diritto di voto alle donne? O a causa del prossimo referendum sul rinvio degli stranieri? No, peggio: la banda del villaggio è implosa! Colpa di Aloys, dirà la metà del villaggio; colpa di Pierre, risponderà l’altra. L’opposizione sarà politica, musicale e amorosa.

François-Christophe Marzal è nato nel 1966 a Nizza. Studia dapprima letteratura moderna, poi frequenta l’ESAV (École Supérieure d’Art Visuel Genève), sezione cinema e video. Attivo come regista, sceneggiatore e direttore di produzione. Ha realizzato qualche corto e i lungometraggi di finzione Attention aux chiens (1999) e Au large de Bad Ragaz (2004).

5.05.2020 | DER BÜEZER

regia: Hans Kaufmann; sceneggiatura e montaggio: Hans Kaufmann; fotografia: Pascal Walder; suono: Kurt Human, Julian Joseph, Mourad Keller; musica: Adrian Frutiger; interpreti: Joel Basman, Andrea Zogg, Cecilia Steiner; produzione: Hans Kaufmann 

v.o. svizzerotedesco, st. francese, colore, 82‘ – Svizzera 2018

Dopo la morte dei suoi genitori, il giovane Patrick Signer, detto Sigi, tecnico sanitario, non sa più veramente cosa fare della sua vita. Il suo salario non è sufficiente a coprire qualsiasi spesa extra, le donne lo ignorano perché è un operaio e non ha nemmeno dei veri amici. Un collega gli consiglia di lavorare in nero per arrotondare il suo stipendio. Un giorno, rientrando a casa, Sigi incontra una splendida donna che sconvolgerà la sua vita.

Hans Kaufmann è nato nel 1991 a Zurigo. Nel 2014 si è diplomato alla ZHdK (Zürcher Hochschule der Künste). Ha finora realizzato un paio di cortometraggi di scuola e il documentario Wir sind gehörlos, wir sind stolz (2015). Der Büezer è il suo primo lungometraggio di finzione.

12.05.2020 | MOSKAU EINFACH!

regia: Micha Lewinski; sceneggiatura: Plinio Bachmann, Barbara Sommer, Micha Lewinski; fotografia: Tobias Dengler; montaggio: Bernhard Lehner; suono: Marco Teufen; musica: Ephrem Lüchinger; interpreti: Philippe Graber, Miriam Stein, Mike Müller, Michael Maertens, Stefan Schönholzer, Fabian Krüger, Eva Bay, Oriana Schrage: produzione: Anne-Catherine Lang Maier, Olivier Zobrist per Langfilm, Bernard Lang, Freienstein/SRF, Zürich/SSR, Bern. 

v.o. svizzerotedesco/tedesco, st. francese, 99’  – Svizzera 2019

Autunno 1989: mentre a Berlino il muro sta per cadere, in Svizzera la polizia politica sorveglia centinaia di migliaia di persone. Viktor, un bravo impiegato della polizia, viene infiltrato dai suoi superiori allo Schauspielhaus, il celebre teatro di Zurigo, per raccogliere informazioni sui “gauchistes“ che vi lavorano. Ma quando si invaghisce dell’attrice Odile, che dovrebbe sorvegliare, non può più esitare: deve scegliere tra la sua missione e i suoi sentimenti.

Micha Lewinski nato nel 1972 a Kassel, ha studiato filmologia e psicologia. È stato giornalista indipendente, redattore, paroliere e sceneggiatore. Dal 2005 è attivo come regista. Ha realizzato il cortometraggio Herr Goldstein (2005) e i lungometraggi di finzione Der Freund (2008), Die Standesbeamtin (2009), Nichts passiert (2015) e Lotto (2017).

19.05.2020 | CITOYEN NOBEL

regia: Stéphane Goël; sceneggiatura: Stéphane Goël, Emmanuel Gélaz; fotografia: Camille Cottagnoud, Nicolas Veuthey; montaggio: Karine Sudan; suono: Carlos Ibanez Díaz; musica: Nicolas Rabaeus; produzione: Dreampixies, Vevey.

v.o. francese/inglese/tedesco, st. francese, colore, 89’ – Svizzera 2020

Quando riceve il Premio Nobel per la chimica nel 2017, Jacques Dubochet vede la sua vita cambiare radicalmente. Passando dall’ombra alla luce, viene sollecitato da tutte le parti. Come utilizzare questa voce ormai ascoltata da tutti? Come trovare la propria collocazione nel mondo e definire le battaglie da combattere? Solo il tempo gli permetterà di diventare un “Cittadino Nobel”, con un obiettivo: mantenere intatto il proprio approccio alle grandi questioni del mondo contemporaneo e parlare della propria responsabilità di ricercatore e di cittadino.

Stéphane Goël, nato a Losanna nel 1965, è regista e montatore indipendente. Risiede e lavora a New York dal 1987 al 1993. È uno dei fondatori del collettivo Climage. Fra i suoi numerosi documentari, ricordiamo Que viva Mauricio Demierre (2006), Prud’hommes (2010), De la cuisine au parlement (2011) e Fragments du paradis (2015), Insulaire (2018), gli ultimi due già presentati in Ticino nell’ambito di “Un po’ di cinema svizzero”.