10.02.26 | ore 20:30

MISSISSIPI BURNING (Le radici dell'odio)

regia: Alan Parker; fotografia: Peter Biziou; con: Gene Hackman, Willem Dafoe, Frances McDormand, Michael Rooker …

v.o. inglese; st. italiano; 128′ – USA 1988

Oscar per la miglior fotografia nel 1989

PETER BIZIOU – Inghilterra. Bangor 1944

Filmografia parziale: 91/2 Weeks di Adrian Lyne (1986), City of Joy di Roland Joffé (1992), In the name of the Father di Jim Sheridan (1993), The Truman Show di Peter Weir (1998) …

La fotografia di Mississippi Burning (Le radici dell’odio) è lodata per aver catturato con efficacia l’atmosfera opprimente e tesa del Mississippi del 1964. Gioca molto con contrasti elevati, sfruttando ombre lunghe e intense (soprattutto nelle scene notturne) per simboleggiare il male nascosto e la minaccia del Ku Klux Klan e della popolazione ostile. Il paesaggio del Mississippi, con le sue paludi e i boschi, diventa un personaggio a sé, quasi minaccioso, riflettendo la complessità e la violenza del contesto. Per questo film Peter Biziou ha vinto il premio Oscar per la migliore fotografia nel 1989. (Cinematografo.it)

Mississippi, 1964. In una piccola cittadina a dieci miglia da Memphis (Jessub), tre attivisti per i diritti sociali dei neri vengono brutalmente uccisi. Gli agenti dell’FBI Anderson e Ward decidono di investigare sulla loro scomparsa. Nel corso delle indagini, tuttavia, devono fare i conti con la polizia locale, responsabile dell’accaduto e legata segretamente al Ku Klux Klan. Malgrado gli sforzi per ottenere giustizia, i due assistono a un crescendo di odio e violenza nei confronti della comunità di colore del posto (mymovies.it). Il film racconta con prodigioso realismo la totale sproporzione di forze in campo, favorendo l’empatia nei confronti della resistenza attiva afroamericana e rendendo universale e atemporale un discorso che continua purtroppo a rimanere di estrema attualità.

Attraverso gli anni, Mississippi Burning (Le radici dell’odio), è diventato un film-simbolo di una situazione problematica che periodicamente si ripresenta in tutta la sua gravità…. Si tratta dell’opera più esplicitamente politica diretta da Alan Parker scomparso nel 2020.

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