24.02.26 | ore 20:30

THE SONG OF SCORPIONS (Le chant des scorpions)

regia: Anup Singh; fotografia: Pietro Zuercher, Carlotta Holy-Steinmann; con: Golshifteh Farahani, Irrfan Khan, Waheeda Rehman …

v.o. hindi; st. francese, tedesco; 119′ – Svizzera, Francia, Singapore 2017

In presenza del direttore della fotografia Pietro Zuercher

PIETRO ZUERCHER – Svizzera. Ticino 1976

Filmografia parziale: Sinestesia di Erik Bernasconi (2010), Lo más importante de la vida es no haber muerto di Pablo Martin Torrado (2010), My Little One di Julie Gilbert, Frédéric Choffat (2019), Atlas di Niccolò Castelli (2021), Alter Ego di Erik Bernasconi (2023) …

Pietro Zuercher ha ripreso magnificamente questo film ambientato nel deserto del Thar, nel Rajastan, sfruttando al meglio il contrasto tra la luce intensa del giorno, quella delle stelle che rischiarano il paesaggio desertico notturno o il bagliore del falò che illumina le scene. Fin dall’inizio, dalla figura di Golshifteh Farahani vestita di nero che risalta contro i colori dorati della sabbia e dalle sagome degli abitanti del villaggio sul crinale di una duna in contrasto con lo sfondo azzurro del cielo, si capisce che il punto di forza del film è proprio la fotografia.

 Nooran, spensierata, fiera ed indipendente appartiene a una tribù del deserto Thar. Impara l’arte ancestrale della guarigione attraverso il canto da sua nonna Zubaida, una cantante guaritrice venerata. Quando Aadam, un mercante di cammelli, la sente cantare se ne innamora perdutamente. Ma prima ancora di conoscersi Nooran è vittima di un inganno che la porta sul cammino della vendetta e alla ricerca del proprio canto. La storia di un amore tormentoso, di una vendetta passionale e del potere redentore del canto.

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