OPÉRATION LUNE (Dark Side Of The Moon)
regia e sceneggiatura: William Karel; fotografia: Stéphane Saporito; montaggio: Tal Zana; produzione:ARTE France, Point du Jour.
v.o. inglese, francese; st. francese; 52′ – Francia 2002
Il 20 luglio 1969, due miliardi di telespettatori sono incollati allo schermo per seguire in diretta i primi passi dell’uomo sulla Luna. Quelle immagini, ormai entrate nella storia, erano autentiche? Una cosa è certa: nel pieno della Guerra Fredda, la posta in gioco legata alla conquista dello spazio non ammetteva fallimenti. Ma fino a che punto il presidente Nixon era disposto a mentire per ingannare l’opinione pubblica? In che modo il recente successo di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick ha influenzato il corso degli eventi? E se il film sul primo uomo sulla Luna fosse solo una superproduzione hollywoodiana? Nel corso della sua stravagante indagine, William Karel avanza ipotesi manipolando le immagini. Testimoni dell’epoca – Donald Rumsfeld, allora Segretario alla Difesa, Henry Kissinger, consigliere del presidente per la sicurezza nazionale, Richard Helms, ex direttore della CIA, Christiane Kubrick, vedova del regista, e Buzz Aldrin, compagno di missione di Armstrong – ricostruiscono una sorprendente cronologia dei fatti. Parallelamente, alcuni attori interpretano il ruolo di altri testimoni e avvalorano la tesi in questione… Chi inganna chi?
Tutto ha inizio con un aneddoto tratto dalla storia del cinema: per girare le sontuose immagini del suo film Barry Lyndon, Stanley Kubrick si sarebbe fatto prestare dalla NASA un obiettivo cinematografico unico al mondo. Per quali motivi l’Agenzia spaziale americana avrebbe accettato di affidare quell’attrezzatura al regista? Quale accordo sarebbe stato stipulato tra le due parti? Partendo da questo, William Karel ricostruisce passo dopo passo quella che avrebbe potuto diventare la più incredibile mistificazione politica e scientifica del XX secolo. I primi passi di Armstrong sulla Luna sarebbero stati girati in studio? William Karel ci regala un “documenteur” (docubugiardo) tanto divertente quanto incredibile che mette in discussione il nostro rapporto con l’immagine. (Arte Campus)